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‘Dobbiamo lavorare ad un’inclusione sociale dei migranti. Tenere queste persone ai margini, nel degrado, può essere utile economicamente, perché consente il loro sfruttamento, ma è pericoloso dal punto di vista sociale’. Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, commenta la situazione di Castelvolturno, nel casertano, dove, come a Rosarno, migliaia di lavoratori immigrati africani, aiutati spesso solo dalla Caritas, fanno girare l’economia ma sono tenuti nell’illegalità anche dalla Camorra.

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A piedi attraverso l’Iran e le montagne del Kurdistan, poi in pullman fino al porto greco di Patrasso e di qui – stipati in un container – fino ad Ancona. Quando lo incontro, Muhammar, 24 anni, mi sorride e fa cenno di avvicinarmi. Chiacchiera insieme ad alcuni ragazzi africani nel cortile del centro di Accoglienza della Caritas di Caserta, una struttura creata dall’attuale direttore, Gianluca Castaldi, con il sostegno dell’ex vescovo della città, don Raffaele Nogaro. (more…)

Negli ultimi due anni si è registrata una escalation degli sbarchi di immigrati nel Salento. Sono già un migliaio quelli arrivati in Puglia quest’anno. Afghani, iracheni, iraniani, ma anche africani, partono dalle coste turche o greche a bordo d’imbarcazioni turistiche a vela e vengono accolti nel Centro don Tonino Bello di Lecce. Forse la politica dei respingimenti nel Mediterraneo ha bloccato un flusso migratorio per aprirne un altro. Le forze dell’ordine, le istituzioni civili e religiose, per ora, gestiscono bene un fenomeno che sembra però in evoluzione.

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[Interventi del procuratore Cataldo Motta (Dda Lecce), del Comandante GdF prov. Lecce, Patrizio Vezzòli, del direttore Caritas Ugento, don Maurizio Tarantino].


Quando lo incontro, Kuffour – trent’anni – è al centro Caritas di Nardò, in provincia di Lecce. È passato a ritirare la pasta e i generi di prima necessità che distribuiscono i volontari. Poco distante, le coltivazioni di cocomeri.

Occhi grandi e neri, carnagione scura, annerita all’inverosimile dal sole che batte sui campi, Kuffour accetta di raccontarmi la sua storia e il viaggio verso l’Italia. Verso la porta d’Europa chiamata “Lampa Lampa“: Lampedusa. (more…)

A cura di Erica Balduzzi ed Emilio Fabio Torsello

Stranded alle pendici del deserto libico, dimenticati dalla comunità internazionale e costretti a vivere in mezzo a una strada. Dopo la “liberazione” ufficiale decisa dal governo libico di circa tremila migranti rinchiusi nelle carceri di Gheddafi, Diritto di Critica torna sulla questione e intervista Mussiè Zerai, sacerdote eritreo a capo dell’ong Habeshia, impegnato sul fronte dei diritti umani per i profughi in fuga dall’Eritrea e bloccati in Libia. Dopo le denunce dello stesso Zerai per le condizioni disumane e l’iniquo trattamento a cui queste persone sono state sottoposte nelle carceri libiche, la questione è stata nuovamente dimenticata dalle istituzioni italiane dopo l’apparente “liberazione” dei migranti. Diritto di Critica ha cercato di fare luce su questa tragedia umana che prosegue, del tutto ignorata. (more…)

Il lavoro per gli straneri nella provincia di Roma è fai da te. Secondo un monitoraggio condotto a livello nazionale dall’Istituto psicoanalitico per le ricerche sociali (Iprs), infatti, nel territorio romano solo lo 0,6% degli immigrati regolari trova lavoro attraverso i Centri per l’Impiego, mentre la maggioranza degli stranieri, il 76,1%, sfrutta il passaparola e la comunità di appartenenza. In crescita, sebbene con una percentuale ancora contenuta (3,5%), le agenzie interinali. Ci sono poi le parrocchie e le associazioni – da sole hanno trovato lavoro al 6,4% degli intervistati – le inserzioni su giornali o siti web (5,3%) e la trattativa “diretta” senza intermediari (4,3%). Vanno male anche i sindacati: appena lo 0,7% degli stranieri presenti nella provincia di Roma trova lavoro attraverso le associazioni dei lavoratori. (more…)

Quelle che leggerete di seguito sono le storie e i nomi di persone morte annegate in mare, asfissiate nel chiuso di un tir o travolte dal camion sotto cui viaggiavano, nel tentativo di arrivare in Europa. La Fortezza Europa. Uno per uno, i nomi sono stati ricordati due giorni fa in occasione della celebrazione ecumenica per la Giornata mondiale del Rifugiato, nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, a Roma. Storie che non guadagnano quasi mai la prima pagina di alcun giornale ma che è giusto ricordare. (more…)

Se non si muore di guerra, ai confini dell’Europa si muore di speranza. Dispersi nel mar Mediterraneo, asfissiati all’intero di un camion, uccisi alla frontiera. Così, negli ultimi dieci anni, hanno perso la vita oltre 14.700 persone. Migranti fuggiti da Paesi in guerra, le cui esistenze si sono arenate ai piedi delle “mura” di quella che sempre più spesso viene chiamata “Fortress Europe”, la “Fortezza Europa”. La dimensione di questa strage silenziosa è emersa durante la celebrazione ecumenicache si è svolta ieri pomeriggio (giovedì 17 giugno 2010) nella chiesa diSanta Maria in Trastevere, in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato. (more…)

Mahmadou è «stranded». Nel linguaggio dei migranti significa «insabbiato», ma viene tradotto spesso anche con «naufrago», «disperso ». È la condizione di quanti, una volta partiti per l’Occidente, sono costretti a fermarsi per mancanza di lavoro e possibilità economiche, ad arrangiarsi e a sopravvivere con poco. Fuggito da Rosarno dopo gli scontri del gennaio scorso, Mahmadou – 34 anni ad agosto – è in Italia dal 2007, quando per evitare le retate del regime in Nuova Guinea è scappato prima in Senegal e da qui, grazie all’aiuto di alcuni amici, ha raggiunto in aereo l’Italia. «Ho il permesso di soggiornodice mostrando il tesserino plastificato su cui è scritto “Asilo politico”non sono un clandestino». Eppure anche lui come molti è scappato da Rosarno. (more…)

In Libia chiude l’ufficio dell’Alto Commissariato per i Rifugiati ma in Italia la notizia viene passata per lo più sotto silenzio. Tra i pochi “occhi” ancora in grado di sorvegliare le vicende relative all’immigrazione e al “commercio” di migranti diretto in Europa, la sede dell’Unhcr a Tripoli era in attività da diciannove anni. (more…)